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venerdì 28 ottobre 2016

Intervista a Peppe Iodice, il monologhista demotivante di Colorado




Una lunga chiacchierata con il comico napoletano Peppe Iodice, in onda su Italia 1 a Colorado con il suo monologhista demotivante.
 
 
 
Com'è nata l'idea del monologhista demotivante?

 

È nata soprattutto da un odio profondo per i luoghi comuni e dallo stress del “dovercela fare a tutti i costi” sennò sei fesso. Un portare in primo piano le “persone normali” e il fatto che non c’è nulla di male nel prendere in considerazione la probabilità di una sconfitta. Il tutto vedendola ovviamente da un punto di visto comico senza filtri ed ambizioni di riflessioni e messaggi profondi.

 

Come ti trovi a Colorado?

 

Mi trovo benissimo perché mi fanno fare le cose che propongo, e, purtroppo non è sempre detto. C’è una stima che mi dà la carica e la voglia di fare bene quello che so fare. E poi, cosa fondamentale, Colorado è formato da un gruppo di comici che dopo un po' sono diventati miei amici e infatti ci sentiamo e ci vediamo anche nei periodi in cui la trasmissione non va in onda.

 

Che ne pensi del nuovo corso del Napoli senza Higuain?

 

Penso che siamo ancora più forti. Il vero top player di quest’anno è Maurizio Sarri che, a mio modesto parere, è l’allenatore più bravo che ha allenato il Napoli negli ultimi 30 anni. “Quello lì” è storia passata, tra l’altro mi sembra che era argentino e noi napoletani invece, da sempre, abbiamo un feeling speciale coi polacchi!

 

Cosa vedremo nel tuo spettacolo a teatro?

 

Come tutti gli spettacoli comici è “work in progress”, la scaletta non è definitiva nemmeno la sera del debutto, figurarsi qualche mese prima. Vedrete e ascolterete tutta la verità, nient’altro che la verità. Ormai, più passa il tempo e meno riesco a filtrare, non riesco ad essere complice della cosiddetta finzione teatrale. Per me il teatro è la vita ed io non riesco ad essere accomodante. Dico tutto quello che penso e di solito questo fa ridere, tanto.

 

Hai un sogno da realizzare dopo tanti anni di lavoro?

 

Il sogno è quello di continuare a fare questo lavoro nel modo più “comodo” possibile. Avendo fatto una lunga gavetta ho il sospetto che non sia ancora finita, vorrei lavorare nei teatri più belli e prestigiosi perché lì è più facile far ridere rispetto ad una piazza di un paesello di 80 abitanti sopra una montagna sperduta. Vorrei fare sempre più televisione da protagonista perché sei coccolato e a me le coccole piacciono molto. Sono la quintessenza della pigrizia e mi sento un povero col metabolismo da ricco, quindi non ne posso più della gavetta, anzi mi sento di poter dire che “odio la gavetta”!

 

Chi è Peppe Iodice nella vita di tutti i giorni?

 

Peppe è principalmente un papà (di Sofia e di Gloria) e un marito. E, come detto, un pigro che avrebbe l’esigenza di un maggiordomo che svolge tutte le impellenze della vita quotidiana. È un napoletano contento ma consapevole di non adagiarsi sulla simpatia atavica ma di lavorare sodo per consolidare la nostra cosiddetta “marcia in più”.

 

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